Controlliamo il manico
LA CURVATURA DEL MANICO.
Una semplice verifica ci può mostrare l'effettiva condizione del manico della nostra chitarra : avviciniamo il naso alla sommità della paletta e con l'occhio osserviamo il profilo della tastiera sia dal lato bassi che da quello de cantini: avremo subito chiara la condizione della tastiera con eventuali gobbe o avvallamenti.
Poi accordiamo correttamente lo strumento, premiamo con il dito indice della mano sinistra il mi basso al primo tasto e con l'indice della mano destra la stessa corda, ma all'ultimo tasto: in questo modo abbiamo sott'occhio l'effettiva curvatura del manico. Potrebbe essere: Eccessivamente curvo (concavo), cioè con troppa distanza tra la parte inferiore della corda e la parte superiore del tasto, con conseguente difficoltà di esecuzione nella parte centrale della tastiera e suono sporco negli ultimi tasti. Oppure convesso, con la corda (sempre il mi basso) che tocca su tutti i tasti; in questo caso la chitarra è comodissima, ma le note non suonano bene perché sbattono ( slap )sui tasti, troppo vicini alla corda. A questo punto conviene verificare il tirante del manico (truss-rod) per valutarne il corretto funzionamento: con l'apposita chiave (a brugola o a pipa). Con molta delicatezza e con un quarto di giro per volta, proviamo a vedere se riusciamo a riportare il nostro manico in condizioni ottimali. Nel caso di un manico concavo, avviteremo girando in senso orario il dado del tirante. Nell'altro caso (manico convesso) dovremo invece "svitare" e allentare il truss-rod (in senso antiorario). Riaccordando e verificando di nuovo la curvatura del manico, saremo in grado di stabilire se il tirante dello strumento in questione funziona correttamente. Fermo restando che la curvatura ottimale è correlata al tipo di corde usate e al nostro modo di suonare, teniamo bene a mente che, al momento della verifica della curvatura, nella parte centrale della tastiera dovremmo avere una distanza (tra sotto-corda e sopra-tasto) leggermente inferiore allo spessore di una carta di credito. Ma non si tratta di una "regola".

Una semplice verifica ci può mostrare l'effettiva condizione del manico della nostra chitarra : avviciniamo il naso alla sommità della paletta e con l'occhio osserviamo il profilo della tastiera sia dal lato bassi che da quello de cantini: avremo subito chiara la condizione della tastiera con eventuali gobbe o avvallamenti.
Poi accordiamo correttamente lo strumento, premiamo con il dito indice della mano sinistra il mi basso al primo tasto e con l'indice della mano destra la stessa corda, ma all'ultimo tasto: in questo modo abbiamo sott'occhio l'effettiva curvatura del manico. Potrebbe essere: Eccessivamente curvo (concavo), cioè con troppa distanza tra la parte inferiore della corda e la parte superiore del tasto, con conseguente difficoltà di esecuzione nella parte centrale della tastiera e suono sporco negli ultimi tasti. Oppure convesso, con la corda (sempre il mi basso) che tocca su tutti i tasti; in questo caso la chitarra è comodissima, ma le note non suonano bene perché sbattono ( slap )sui tasti, troppo vicini alla corda. A questo punto conviene verificare il tirante del manico (truss-rod) per valutarne il corretto funzionamento: con l'apposita chiave (a brugola o a pipa). Con molta delicatezza e con un quarto di giro per volta, proviamo a vedere se riusciamo a riportare il nostro manico in condizioni ottimali. Nel caso di un manico concavo, avviteremo girando in senso orario il dado del tirante. Nell'altro caso (manico convesso) dovremo invece "svitare" e allentare il truss-rod (in senso antiorario). Riaccordando e verificando di nuovo la curvatura del manico, saremo in grado di stabilire se il tirante dello strumento in questione funziona correttamente. Fermo restando che la curvatura ottimale è correlata al tipo di corde usate e al nostro modo di suonare, teniamo bene a mente che, al momento della verifica della curvatura, nella parte centrale della tastiera dovremmo avere una distanza (tra sotto-corda e sopra-tasto) leggermente inferiore allo spessore di una carta di credito. Ma non si tratta di una "regola".
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