Sei corde - Il Blog di Sandro Agostini -

Wednesday, May 24, 2006

L'action del manico


Qualche consiglio per la regolazione dell'action sul manico
Un intervento alla nostra portata è la regolazione di massima dell'action, ovvero dell'al­tezza delle corde sulla tastiera, inter­venendo sui piloncini del ponte nel caso di ponti tipo Tune-O-Matic o sulle singole sellette nel caso di ponti tipo Fender.
Attenzione, solo il liutaio può intervenire in maniera ottimale su questa regolazione, dal momento che non sempre l'unico punto di intervento è il ponte; potrebbe essere necessario lavorare sul capotasto o sulle sellette, rifinire i tasti o, nelle chitarre tipo Stratocaster, inserire uno spessore tra manico e cassa (operazione delicatissima).
Consiglio a tutti di provare a farsi regolare almeno una volta l'action da un liutaio e poi paragonare il risultato con la precedente situazio­ne.
Qualche esempio di action d.o.c, (dal vertice del 12° tastino alla base del mi cantino): Jeff Beck e Carlos Santana circa 1 mm; Stevie Ray Vaughan circa 2 mm; B. B. King quasi 3 mm ( che forza !! )
Le corde devono seguire la curvatura della tastiera, tranne che si abbiano esigenze diverse; ad esem­pio può non essere spiacevole avere un po' più di spazio a disposizione per la vibrazione del mi basso.
Il problema si pone meno nei ponti tipo Gibson, che già prevedono una curvatura (cir­ca 12" ) parallela o quasi a quella della tastiera, eventualmente ottimizzabile dal liutaio.
Regolata l'altezza del ponte, si può impostare anche l'altezza dell'attaccacorde nelle chitarre che ne sono dotate.
Più la corda viene inclinata tra il ponte e l'attaccacorde più elevata sarà la tensione applicata sulla selleria e maggiore il sustain; d'altro canto avremo una maggiore durezza delle corde.

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