Sei corde - Il Blog di Sandro Agostini -

Thursday, May 25, 2006

Le Valvole




Valvole questa meraviglia

Con l'avvento dei transistor sembravano destinate a scomparire nell'archeologia elettronica.

Chi le ha provate sa che sono una garanzia di calore e colore sonori e restituiscono in amplificazione una dinamica di suono inimitabile.

Ecco alcune informazioni fondamentali :

In un amplificatore si hanno fondamentalmente quattro tipi di valvole con funzioni diverse: la preamplificatrice, che amplifica il segnale in ingresso; la sfasatrice, che pilota il finale; la rettificatrice, che trasforma in corrente continua all'interno dell'apparecchiatura la corrente alternata di rete; le finali, che hanno il compito di fornire agli altoparlanti l'energia, che determina la potenza complessiva dell'intero sistema.
In realtà il preamplificatore è spesso a più stadi e utilizza più di una valvola; nel caso siano presenti effetti come riverbero e vibrato, nei modelli più prestigiosi, vengono anch'essi pilotati da ulteriori valvole, mentre nei modelli più economici sì tende ormai a usare circuiti allo stato solido per gli effetti.
La rettificatrice è spesso sostituita da un ponte di diodi in tutti i casi in cui la potenza del finale sia superiore ai 50 watt, nel caso si desideri abbas­sare i costi e nei casi in cui, pur con potenze moderate, sì desideri otte­nere un suono dall'attacco più pron­to e con bassi più asciutti e definiti.
PREAMPLIFICATRICI
Le valvole preamplificatrici più usate sono le 12AX7, note in Europa come ECC83 e identificate industrial­mente come 7025; indipendentemen­te dalle denominazioni, tecnicamen­te si tratta dello stesso tipo di valvola, ma il fatto che fosse prodotta in Eu­ropa o negli USA, o su specifiche militari, determina di fatto delle udibili differenze nel timbro e nella capacità di guada­gno.
Oggi, essendo cessate le produzioni europee e statu­nitensi, le diverse sigle indicano appunto queste differenti caratteristiche, attribuendo generalmente alle 7025 un mag­gior guadagno e un suono più brillante, un timbro più caldo e con più medie alle 12AX7 e alle ECC83. Meno usate ai giorni nostri le 12AY7, usate nei vecchi Fender, caratteriz­zate da un guadagno leggermente inferiore e un suono più morbido.
SFASATRICI come sfasatrice e per pilotare il riverbero è quasi sem­pre usata la 12AT7 o ECC81 o 6201, anche se la Marshall usa spesso come sfasatrice una 12AX7, che molti preferi­scono nella stessa funzione anche sui Fender per un suono leggerrmente più compresso e aggressivo.
RETTIFICATRICI
Come rettificatrice la valvola più usata è la GZ34, deno­minata negli USA 5AR4. mentre su molti Fender vintage si trova la 5U4 e su quelli più vecchi la 5Y3. La scelta di un tipo o dell'altro dipende dalle caratteristiche del circuito e dalle tensioni in gioco, quindi non a scelta dell'utente. La rettificazione tramite valvola, rispetto a quella tramite diodi, a parità di circuito, provoca una lieve diminuzione della potenza e un suono più morbido, più ricco dì armoniche speciaìmente ad alto volume, con una distor­sione per molti gusti più musicale e una compressione che aumenta gradualmente con il livello di uscita; il timbro è generalmente più caldo.
FINALI
Per le finali il mercato è divìso principalmente fra 6L6, tipiche per la maggior parte degli amplificatori americani storici, come Fender, Gibson, Ampeg, ed EL34, sinonimo per molti dì suono Marshall. Tutta­via ultimamente la casa inglese, per problemi di reperibilità, sì è dovuta convertire alle 6L6, nella versione 5881.1 due tipi di valvole hanno un carattere piuttosto diverso; brillanti e tendenzialmente line­ari, con un maggior margine di suono pulito prima di satura­re le 6L6; più grintose, con una maggiore enfasi degli estremi di banda e un'attitudine alla distorsione più "ruvida" le EL34.
Meno potenti e con un timbro più dolce sono le EL84, famose per essere le valvole del mìtico Vox AC30, amate per i bassi morbidi, le medie leggermente bronzate e gli acuti trasparenti. In America sugli amplificatori di piccolo wattaggio sono molto amate le 6V6, dalla distorsione calda e dal timbro chiaro e più dolce rispetto alle più potenti 6L6; spinte un pò al limite conferiscono al suono una sorta di acidità, che non pochi musicisti trovano decisamente irrinunciabile.

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