Thursday, September 07, 2006
Thursday, June 08, 2006
Pedale wha wha

Un classico
Il pedale wha wha è senza alcun dubbio uno degli effetti per chirarra rimasti inalterati nel tempo sia per la progettazione che per il look che ripropone sempre i grandi classici ( Hendrix e Clapton insegnano ).
Sostanzialmente si tratta di un variatore di tono, quindi concettualmete estremamente semplice, tuttavia il colore timbrico di alcuni pedali ( Vox e Cry Baby in testa ) è e resta inimitabile.
Pilotare correttamente il wha wha non è difficile, una volta presa confidenza il suo funzionamento è elementare, tuttavia la gestione corretta dell'espressività va guadagnata con un lungo esercizio.
Vi consiglio di utilizzarlo sia nelle ritmiche che nei soli battendo semplicemente i quarti del tempo sul pedale, il risultato è garantito ( Hendrix in Voodo Child ne è un grande esempio); ricordate in particolare che non serve modulare ogni singola nota (vi trovereste con il piede fuori uso a tempo di record !).
Vi consiglio di provare a " whauare " ( ovvero cantare con whawha ) la vostra esecuzione all'unisono voce e chitarra, questo tipo di pratica ha il vantaggio di avvicinare la vostra vera idea espressiva a quello che esce dalle vostre dita e ..... dal vostro pedale.
Provare per credere
Sunday, June 04, 2006
Problemi elettrici o meccanici
Controlliamo i Tasti
Thursday, May 25, 2006
Sostituzione dei pick-up

Sostituiamo i pickup ?
Proviamo a considerare la chitarra un insieme di elementi che, in base ai materiali usati e alle tecniche costruttive, danno luogo ad un'unica macchina sonora.
Le inevitabili differenze di peso, densità, luogo di origine fra i legni usati conferiscono ad ogni chitarra una distinta personalità sonora che il pickup capta aggiungendo una propria colorazione e determinando cosi il suono finale che verrà poi inviato all'amplificatore.
A seconda dei casi si può optare per un modello che assecondi la timbrica della chitarra o per uno che ne compensi alcune caratteristiche. Ad esempio una chitarra tendente per natura ad un suono caldo ma aperto troverà il complemento ideale, per esaltare tali caratteristiche, in un pickup brillante e ben equilibrato sulle medie.
Una chitarra che sembri più indirizzata verso un suono piuttosto chiaro può essere equipaggiata con un pickup dolce sulle acute e presente sui bassi, in modo da conferire corpo al suono ed evitare asprezze, specialmente nei suoni saturi. Un suono equilibrato potrà sempre essere adattato alle esigenze dei momento con un uso sapiente dei controlli di tono, mentre un suono sbilanciato, a causa della sua natura piuttosto complessa, è difficilmente correggibile anche volendo ricorrere all'uso di un equalizzatore.
Vediamo ora di capire come interpretare le specifiche tecniche fornite dai costruttori. Il dato fornito più frequentemente è la resistenza in corrente continua ed è conseguente al numero di spire e al diametro del filo di rame usato per l'avvolgimento.
Per i modelli basati su disegni tradizionali, siano essi in versione standard, vintage o custom shop, i valori tipici vanno dai 6 agli 8 KOhm circa per i single coin e dai 7,2 ai 9 KOhm circa per gli humbucking.
Nei pickup ad alto livello d'uscita, tipo hot, distortion, ecc., come negli humbucking disegnati per sostituire senza modifiche i modelli single coil, troviamo valori più alti, dai 13 ai 25 KOhm. In genere più il valore è elevato più aumenta il livello di uscita, mentre la risposta in frequenza si riduce in proporzione.
Supponendo di paragonare due pickup dello stesso tipo, ad esempio due modelli per stratocaster stile vintage, con calamite in alnico 5 e resistenze di 6 KOhm l'uno e 6,5 KOhm l'altro, ci si potrà aspettare un suono più brillante dal primo ed un livello di uscita maggiore dal secondo. Preferire l'uno all'altro dipende più dalle caratteristiche della chitarra e dal gusto personale che da una presunta superiorità astratta dell'uno o dell'altro.
Va inoltre tenuto conto che le caratteristiche sonore sono legate al delicato bilanciamento di tutti i parametri in gioco e che ogni disegno ha i propri pregi e difetti: il pickup Stratocaster, ad esempio, ha un suono molto aperto e brillante, ma non ha un livello d'uscita sufficiente per ottenere suoni molto saturi ed è incline a ronzare; d'altra parte una versione hot, con più spire nell'avvolgimento, offre un timbro più caldo, con potenza sufficiente per la saturazione ma impone la rinuncia all'ariosità sulle alte ed alla profondità in basso; se invece si vuole il timbro originale senza il ronzìo ci sono gli humbucking con avvolgimenti sovrapposti, purché si sìa disposti a sacrificare in parte la trasparenza sonora.
Il picco di risonanza è un altro dato che a volte viene fornito e da un'idea della risposta in frequenza del pickup ma, a meno che non sia corredato da altri dati, come l'ampiezza del picco stesso, non permette di farsi un'idea della timbrica; infatti all'ascolto un esemplare con picco di risonanza a 5000 Hz può risultare più squillante di uno con picco a 7000 Hz.
Infatti se il primo pickup ha un'esaltazione della risposta nella regione dei 2-3 KHz ed il secondo invece è più lineare, l'impressione sarà che il primo abbia più acuti, ma ad un ascolto più attento il secondo risulterà più trasparente e più rispettoso delle caratteristiche della chitarra.
Comunque, indipendentemente dall'equilibrio fra le frequenze, fra due pickup dello stesso tipo quello con il picco di risonanza più alto avrà un suono più trasparente. Il picco di risonanza, inoltre, si abbassa dopo l'inserimento nel circuito elettrico della chitarra, in misura diversa secondo la qualità e i valori dei componenti, modificando di fatto la risposta del pickup.
Materiale e dimensioni delle calamite usate determinano ampiezza e intensità del campo magnetico dando, per così dire, l'impronta al carattere sonoro del pickup. in base alla disposizione dei componenti e alle dimensioni fisiche del pick-up il campo magnetico può avere una maggiore o minore ampiezza: minore è l'ampiezza più sottile è il suono.
Esempi classici sono il P90 rispetto alla maggior parte dei Fender oppure gli humbucking rispetto ai mini-humbucking.
Le calamite ceramiche determinano una maggiore sensibilità alle alte frequenze, con bassi asciutti e sono usate soprattutto nei modelli ad alto livello di uscita per compensare l'effetto sulle alte prodotto dal maggior numero di spire, oppure nei modelli in cui si voglia ottenere un suono aggressivo e con un marcato effetto presenza.
Le calamite in alnico 5 sono ormai uno standard grazie alla densità di flusso adatta ad ottenere un buon equilibrio fra risposta in frequenza e dinamica per pickup di potenza media.
Le calamite in alnico 2 sono legger-mente meno potenti e danno acuti più morbidi; negli ultimi anni stanno trovando una sempre maggior diffusione in tutti i casi in cui si desideri ricreare accuratamente le caratteristiche timbriche di famosi pickup degli anni '50.
Prima di optare per una marca o per l'altra sarà bene decidere che tipo di pickup si desidera, in base all'uso che se ne vuoi fare, in quanto se si confrontano due modelli vintage di costruttori diversi si noteranno meno differenze che confrontando un vintage ed un distortion dello stesso costruttore.
Poi è innegabile che ogni prodotto nell'ambito di una data categoria presenti proprie caratteristiche distintive, anche se a volte, francamente, non sono cosi distintive come la pubblicità spesso vuol dare ad intendere.
Sui vari tipi offerti c'è da considerare che ci sono disegni ormai classici che devono il loro durevole successo al loro equilibrio fra potenza e caratteristiche timbriche; ci sono poi sempre più numerose alternative che offrono questo o quel vantaggio;dai quarter pound con calamite surdimensionate ai modelli attivi, versatili e con un buon rapporto segnale/rumore, ma che a molti paiono un po' freddi ed impersonali. Sarà una scelta personale decidere se avere più potenza o acuti cristallini, più trasparenza o assenza di ronzio.
Tutto, per il momento, non si può avere.
Le Valvole

Valvole questa meraviglia
Con l'avvento dei transistor sembravano destinate a scomparire nell'archeologia elettronica.
Chi le ha provate sa che sono una garanzia di calore e colore sonori e restituiscono in amplificazione una dinamica di suono inimitabile.
Ecco alcune informazioni fondamentali :
In un amplificatore si hanno fondamentalmente quattro tipi di valvole con funzioni diverse: la preamplificatrice, che amplifica il segnale in ingresso; la sfasatrice, che pilota il finale; la rettificatrice, che trasforma in corrente continua all'interno dell'apparecchiatura la corrente alternata di rete; le finali, che hanno il compito di fornire agli altoparlanti l'energia, che determina la potenza complessiva dell'intero sistema.
In realtà il preamplificatore è spesso a più stadi e utilizza più di una valvola; nel caso siano presenti effetti come riverbero e vibrato, nei modelli più prestigiosi, vengono anch'essi pilotati da ulteriori valvole, mentre nei modelli più economici sì tende ormai a usare circuiti allo stato solido per gli effetti.
La rettificatrice è spesso sostituita da un ponte di diodi in tutti i casi in cui la potenza del finale sia superiore ai 50 watt, nel caso si desideri abbassare i costi e nei casi in cui, pur con potenze moderate, sì desideri ottenere un suono dall'attacco più pronto e con bassi più asciutti e definiti.
PREAMPLIFICATRICI
Le valvole preamplificatrici più usate sono le 12AX7, note in Europa come ECC83 e identificate industrialmente come 7025; indipendentemente dalle denominazioni, tecnicamente si tratta dello stesso tipo di valvola, ma il fatto che fosse prodotta in Europa o negli USA, o su specifiche militari, determina di fatto delle udibili differenze nel timbro e nella capacità di guadagno.
Oggi, essendo cessate le produzioni europee e statunitensi, le diverse sigle indicano appunto queste differenti caratteristiche, attribuendo generalmente alle 7025 un maggior guadagno e un suono più brillante, un timbro più caldo e con più medie alle 12AX7 e alle ECC83. Meno usate ai giorni nostri le 12AY7, usate nei vecchi Fender, caratterizzate da un guadagno leggermente inferiore e un suono più morbido.
SFASATRICI come sfasatrice e per pilotare il riverbero è quasi sempre usata la 12AT7 o ECC81 o 6201, anche se la Marshall usa spesso come sfasatrice una 12AX7, che molti preferiscono nella stessa funzione anche sui Fender per un suono leggerrmente più compresso e aggressivo.
RETTIFICATRICI
Come rettificatrice la valvola più usata è la GZ34, denominata negli USA 5AR4. mentre su molti Fender vintage si trova la 5U4 e su quelli più vecchi la 5Y3. La scelta di un tipo o dell'altro dipende dalle caratteristiche del circuito e dalle tensioni in gioco, quindi non a scelta dell'utente. La rettificazione tramite valvola, rispetto a quella tramite diodi, a parità di circuito, provoca una lieve diminuzione della potenza e un suono più morbido, più ricco dì armoniche speciaìmente ad alto volume, con una distorsione per molti gusti più musicale e una compressione che aumenta gradualmente con il livello di uscita; il timbro è generalmente più caldo.
FINALI
Per le finali il mercato è divìso principalmente fra 6L6, tipiche per la maggior parte degli amplificatori americani storici, come Fender, Gibson, Ampeg, ed EL34, sinonimo per molti dì suono Marshall. Tuttavia ultimamente la casa inglese, per problemi di reperibilità, sì è dovuta convertire alle 6L6, nella versione 5881.1 due tipi di valvole hanno un carattere piuttosto diverso; brillanti e tendenzialmente lineari, con un maggior margine di suono pulito prima di saturare le 6L6; più grintose, con una maggiore enfasi degli estremi di banda e un'attitudine alla distorsione più "ruvida" le EL34.
Meno potenti e con un timbro più dolce sono le EL84, famose per essere le valvole del mìtico Vox AC30, amate per i bassi morbidi, le medie leggermente bronzate e gli acuti trasparenti. In America sugli amplificatori di piccolo wattaggio sono molto amate le 6V6, dalla distorsione calda e dal timbro chiaro e più dolce rispetto alle più potenti 6L6; spinte un pò al limite conferiscono al suono una sorta di acidità, che non pochi musicisti trovano decisamente irrinunciabile.
Regoliamo i pick-up

Pickup
I pickup dovrebbero essere (più o meno) paralleli alle corde; se privi di una seconda vite su un lato della cornicetta, è possìbile realizzare il parallelismo inserendo un pezzetto di gommapiuma nella sede sotto il pickup inclinandolo leggermente.
Diverso il discorso per i single coil, in virtù del loro campo magnetico fortemente localizzato; infatti nei single coil tradizionali ogni polo è in realtà il vero e proprio magnete (negli humbucker. nei P-90 o in alcuni moderni single coil il magnete è costituito da una barretta posta sotto l'avvolgimento).
Ne consegue che i pickup di questo tipo non possono essere avvicinati troppo alle corde, pena problemi d'intonazione e scarsa vibrazione della corda trattenuta "al laccio" dal magnete.
Una distanza possibile ( tenendo pigiate le corde all'ultimo tasto ) è di 3 mm. tra polo e base del mi basso e appena un po' meno dalla parte dei cantino.
Questo problema è ancor più evidente quando si vadano a sostituire i single coil originali con altri dello stesso tipo, ma più potenti.
L'effetto laccio sarà più forte, spesso con il risultalo paradossale di un minor sustain nonostante la maggiore potenza.
Nei set di più pickup è importante cercare di equilibrare i rispettivi volumi, considerando che il pickup al manico è in una posizione privilegiata (la vibrazione della corda è più ampia in quel punto rispetto alle prossimità del ponte), si cercherà, utilizzando il selettore e ascoltando il suono di ciascun pickup, di avvicinarlo o allontanarlo dalle corde fino a raggiungere una certa uniformità d'uscita.
Nessuno ci impedisce tuttavia di desiderare volumi diversi su posizioni diverse del selettore.
Si può andare oltre, fino a regolare l'equilibrio tra corda e corda in ciascun pickup agendo sulle espansioni polari a vite (o brugola) nei pickup che ne sono dotati.